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 FILOSOFIA

Studio Legale Associato Querci & Di Maria

Filosofia

Avvocato Chiara Querci

La tutela dei propri interessi, spesso contrapposti a quelli di una parte “avversa”, non può prescindere da una efficace e reciproca comunicazione degli stessi.

La comunicazione, infatti, è il mezzo attraverso il quale ciascuno trasmette agli altri il proprio modo di vedere la realtà di un fatto, non essendo spesso possibile riconoscere una verità oggettiva.

Una relazione tra due o più individui può essere raccontata in tanti modi diversi, sicché “tutte le versioni appaiono al tempo stesso vere e false; ognuna è dominata dagli interessi di chi la racconta” (da Gianrico Carofiglio. L’Arte del dubbio. Anatole France. Il Procuratore della Giudea).

Ognuno di noi filtra le percezioni dal mondo esterno attraverso i propri sensi e il proprio linguaggio, sino a creare una personale “mappa” nella quale rconosce la propria esperienza della realtà vissuta.

La risoluzione di un conflitto richiede una capacità di ampliamento della propria mappa di interpretazione del mondo esterno, partendo dalla consapevolezza che la mappa personale creata non è il territorio oggettivamente esistente (“La mappa non è il territorio” Alfred Korzybski. Da “Il potere delle parole e della pnl.” Robert Dilts) ma che esistono innumerevoli mappe quante sono gli individui dalle quali provengono.

Riconoscere che esistono molteplici prospettive del mondo esterno consente di individuare con maggiore facilità la composizione possibile di un conflitto: comprendere che possono coesistere differenti visioni della realtà consente di scorgere maggiori opzioni per la soluzione dei problemi.

La ricerca di una possibile convergenza delle posizioni delle parti può ritenersi certamente un obiettivo auspicabile nell’attuale contesto storico sociale, nel quale le cause affollano le aule dei Tribunali, con conseguente difficile evoluzione delle stesse in tempi soddisfacenti.

Il raggiungimento di un buon accordo impone impegno e disponibilità al confronto e, soprattutto in materia di diritto di famiglia, gli stessi giudici invitano gli avvocati a dedicare un ragionevole lasso di tempo al perseguimento di tale risultato prima del radicamento di un’eventuale causa.

Anche le recenti leggi hanno imposto la mediazione come primario metodo di soluzione di molte controversie in sede civile e penale.

La negoziazione delle richieste tra le parti presuppone necessariamente anche la conoscenza dei diritti e delle norme poste a tutela degli stessi.

La comprensione delle proprie ragioni, come anche dei limiti delle proprie aspettative, consente l’apertura al dialogo con l’altra parte, in prospettiva di un’equilibrata rielaborazione delle posizioni originariamente assunte.

In assenza di gravi comportamenti contrari alla buona fede e al rispetto della persona, gli sforzi delle parti devono convergere nella direzione di una soluzione condivisa del conflitto.

Il tempo dedicato alla costruzione di un accordo deve ritenersi un tempo “preso” e non “perso” dalle parti per la realizzazione di un risultato giuridicamente equo e più stabile di una sentenza, in quanto frutto di una partecipazione attiva dei soggetti interessati e non passiva.

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